
Indice
- Rimborso spese legali all’imputato assolto: complicazioni su complicazioni.
- La complessità procedurale: un ostacolo difficile
- Un termine arbitrario che penalizza gli aventi diritto
- La barriera digitale: un ulteriore ostacolo per il rimborso spese legali all’imputato assolto
- Proposte di miglioramento per il rimborso spese legali all’imputato assolto
Rimborso spese legali all’imputato assolto: complicazioni su complicazioni.
Il diritto al rimborso delle spese legali all’imputato assolto, istituito con la legge di bilancio dell’anno 2021 (legge n. 178/2020), si sta trasformando in una vera e propria chimera a causa di un sistema burocratico che sembra progettato per scoraggiare le richieste anziché facilitarle. I numeri parlano chiaro: nel 2024 sono state presentate solo 783 domande per accedere al fondo dedicato, di cui 525 accolte totalmente e 102 parzialmente, per una somma complessiva di 3.600.000 euro, circa il 26% dei 13.700.000 euro stanziati. Nel 2023 la situazione non era migliore, con 703 domande presentate, di cui 415 accolte totalmente e 90 parzialmente, con l’erogazione di 2.800.000 euro a fronte dei 15 milioni disponibili.
La complessità procedurale: un ostacolo difficile
Per come è strutturato ora, il diritto al rimborso presuppone una serie di requisiti formali che rendono l’iter particolarmente gravoso. La procedura richiede che l’imputato produca una documentazione corposa. Essa include:
- L’avviso di conclusione delle indagini preliminari o la richiesta di rinvio a giudizio
- la copia della sentenza di assoluzione
- Il certificato di inimpugnabilità della sentenza
- Documentazione fiscale del richiedente
- fatture quietanzate delle spese legali sostenute e versamenti dei bonifici
Un termine arbitrario che penalizza gli aventi diritto
Il termine per la presentazione delle istanze, fissato al 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui la sentenza è divenuta irrevocabile, appare arbitrario e insufficiente. Non è spiegato e non è spiegabile perché non è possibile presentare prima o dopo la domanda.
La barriera digitale: un ulteriore ostacolo per il rimborso spese legali all’imputato assolto
Il sistema di presentazione delle domande attraverso la piattaforma telematica presenta criticità significative. Ad ogni modo, l’accesso è consentito esclusivamente all’imputato stesso mediante SPID di livello 2, una scelta che, sebbene motivata da ragioni di sicurezza, si rivela problematica per diverse ragioni:
- 1. L’imputato assolto deve gestire personalmente la procedura telematica, senza poter delegare il proprio avvocato
- 2. La complessità tecnica della piattaforma richiede competenze digitali specifiche
- 3. La necessità di monitorare costantemente lo stato della pratica online
Attraverso la piattaforma ministeriale, è necessario fornire la prova dell’effettivo esborso delle somme richieste, non essendo sufficiente la mera pattuizione con il difensore o la dichiarazione di congruità dell’Ordine degli Avvocati.
Proposte di miglioramento per il rimborso spese legali all’imputato assolto
Per rendere effettivo il diritto al rimborso sarebbe necessario:
1. Semplificare la documentazione richiesta
2. Estendere i termini per la presentazione delle domande
3. Consentire la delega ai difensori per la gestione della pratica
4. Prevedere forme di assistenza dedicata per la compilazione delle domande
5. Implementare l’acquisizione d’ufficio dei documenti già in possesso della P.A.
Il rimborso delle spese legali risponde all’esigenza di tutelare i cittadini dalle conseguenze economiche di procedimenti giudiziari conclusisi con l’accertamento della loro innocenza. Tuttavia, l’attuale sistema burocratico rischia di vanificare questa importante tutela, trasformando un diritto in un percorso ad ostacoli che scoraggia molti aventi diritto dal presentare la richiesta.
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